Castel Sant’Angelo: uno dei simboli di Roma

Il fiume Tevere e la sua sponda destra sono la cornice ideale per questa monumentale struttura che si trova a poca distanza dalla Basilica di San Pietro: Castel Sant’Angelo.

Nonostante abbia subito in duemila anni di storia delle profonde e progressive trasformazioni, lascia ancora intravedere le sue forme originarie.

Oggi, questo antichissimo edificio, oltre a rappresentare uno scorcio meraviglioso del centro di Roma, svolge il ruolo di museo, sede di moltissimi turisti, intenzionati a conoscere la sua lunga storia.

La storia del Castello

Sono state davvero numerose le incarnazioni di Castel Sant’Angelo. Esso fu voluto in origine dall’imperatore Adriano, il quale lo fece erigere nel 130 d.C. come mausoleo in cui ospitare le sue spoglie e quelle dei suoi successori: per venire incontro a questo suo primo ruolo un po’ “funebre”, il castello venne costruito con una quadriga in bronzo guidata dallo stesso imperatore, il quale era stato raffigurato come il dio Sole.

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Ed in effetti, fino al 217 d.C., Castel Sant’Angelo vide tumulati al proprio interno molti imperatori romani, ma la svolta si ebbe proprio nel corso di quell’anno; l’invasione da parte del popolo dei Germani era sempre più minacciosa e la decisione immediata fu quella di riconvertire il castello in una vera e propria roccaforte, tanto che gli operai dell’epoca la incorporarono nella mura aureliane, conferendole quel tipico aspetto che ancora possiede di avamposto militare. Soltanto nel 1590, però, la struttura venne chiamata appunto Castel Sant’Angelo e questo perché, a seguito di una epidemia di colera che aveva colpito Roma, si narra che papa Gregorio Magno avesse visto durante una processione l’arcangelo Gabriele, il quale impugnava una spada e si ergeva fin sopra la sommità dell’edificio, una indicazione chiara della imminente fini dell’epidemia. È proprio per ricordare questa prodigiosa apparizione che poi venne posizionata una statua dell’arcangelo sulla sommità del castello stesso.

Il museo di Castel Sant’angelo

Ci sono molte meraviglie che si possono ammirare all’interno del museo che impreziosisce questo edificio. Bisogna anzitutto ricordare che nell’847 papa Leone IV decise di trasformare l’intera struttura in una fortezza e, successivamente, nel 1277, Nicola III lo collegò per sempre al Vaticano tramite un apposito passaggio, il quale viene vezzosamente chiamato “il passetto”. Castel Sant’Angelo divenne molto più tardi un museo, soltanto nel 1933: in precedenza, svolse addirittura altre due funzioni, quella di prigione (è celebre la scena della Tosca di Puccini, opera in cui il protagonista viene fucilato sulla sommità del castello e la stessa Tosca si getta nel vuoto dal bastione) e quella di caserma militare.

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Il museo odierno può essere visitato tranquillamente nel corso della giornata e le varie esposizioni che sono ospitate vanno a distribuirsi su quattro distinti piani. Tra tutti i saloni, poi, quello che riesce a destare il maggior stupore e l’interesse più alto è senz’altro la splendida Sala Paolina, la quale è stata realizzata in stucco e che accoglie un prezioso affresco e un trompe l’oeil. Una delle cose che il turista non deve lasciarsi sfuggire, infine, è la terrazza del castello, ma non sono da meno neanche le prigioni storiche, il cortile del pozzo e la cappella di Leone X, impreziosita dalla facciata dipinta da Michelangelo.

Come saltare la coda

Prenotando l’ingresso sul sito di ticketone per Castel Sant’Angelo, i turisti potranno entrare nel Mausoleo evitando la coda. Sarà possibile così godere di bellissimi scorci vicino il Tevere.