Basilica di Santa Maria Maggiore: il paleocristiano a Roma

La Basilica di Santa Maria Maggiore viene considerata, ed è impossibile dare torto a questa affermazione, l’edificio sacro più bello e suggestivo per quel che riguarda l’arte paleocristiana: sono soprattutto i suoi splendidi interni, rivestiti completamente di raffinati mosaici, ma anche i bassorilievi e i frequenti affreschi con le attribuzioni più varie e prestigiose, a rappresentare le attrattive maggiori per questa chiesa, la quale si trova in pieno quartiere Esquilino nella piazza che riprende il suo medesimo nome

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Storia della Basilica

C’è soprattutto una leggenda a cui ci si può “aggrappare”, vale a dire quella secondo cui la Vergine Maria sia apparsa a papa Liberio (il trentaseiesimo pontefice della chiesa cattolica che governò fino al 366 d.C.) il 5 agosto del 352 d.C. e gli abbia chiesto di erigere un edificio di questo tipo nel punto esatto in cui la neve sarebbe caduta il giorno seguente a questa apparizione

. Nonostante le giornate fossero quelle tipiche dell’estate, con l’opprimente calura che ha sempre caratterizzato la città di Roma, la neve cadde lo stesso il giorno successivo e cominciò anche a delineare con precisione il contorno di una basilica sull’Esquilino.

Ovviamente si tratta di leggende molto verosimili, ma la chiesa risale con ogni probabilità al 430 d.C., mentre il campanile (il quale, tra l’altro, è il più alto di tutta Roma con ben 75 metri di altezza) venne aggiunto soltanto in pieno Medioevo, nel 1377. addirittura, gli spazi interni subirono qualche sostanziale alterazione e modifica nel periodo compreso tra il ‘200 e il ‘700.

Inoltre, si presume che il celebre soffitto a cassettoni che contraddistingue questa basilica, attribuito tradizionalmente a Giuliano da Sangallo, sia stato decorato con il primo oro che era arrivato dal Nuovo Mondo a seguito della scoperta dell’America da parte di Colombo; si trattava, infatti, di un prezioso dono offerto dal regno di Spagna a papa Alessandro VI, celebrato negli stemmi con il classico toro della famiglia Borgia.

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Faccia della Basilica di Santa Maria Maggiore

Le decorazioni più preziose nella basilica di Santa Maria Maggiore

Quali sono i tesori principali di questa basilica? Anzitutto, non si possono tralasciare in alcun modo i trentasei mosaici che si trovano lungo i muri laterali della navata principale: si tratta di splendide rappresentazioni della vita di Mosè, di Abramo, di Isacco e di Giacobbe e la loro datazione può essere fatta risalire al V secolo, il tutto impreziosito dalla cornice di circa quaranta colonne antiche.

Una nota a parte, poi, la meritano senza dubbio i mosaici che sono posizionati nella loggia e nell’arco trionfale. Il visitatore non deve lasciarsi sfuggire neanche l’abside del ‘200, la quale accoglie le opere di Jacopo Torriti, il vero e proprio culmine della tradizione del mosaico medievale nella Città Eterna.

La Cappella Sistina è invece la tomba dedicata a papa Sisto V ed è stata realizzata dal celebre architetto Domenico Fontana nel 1588; infine, vi sono anche la Cappella Paolina (ordinata appositamente da Paolo V nel 1611) e la tomba del cardinale Consalvo Rodriguez, risultato finale delle fatiche di Giovanni di Cosma (1299).