Basilica di San Paolo fuori le mura

La Basilica di San Paolo fuori le mura, più comunemente conosciuta come San Paolo fuori le mura, rappresenta una delle quattro maggiori chiese di Roma, tra le più antiche basiliche papali della capitale (le altre sono la Basilica di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e ovviamente la Basilica di San Pietro). Cerchiamo di conoscere meglio un monumento così imponente e così intriso di storia come questo, vero e proprio fulcro della cristianità internazionale.

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La lunga storia della basilica

La fondazione della Basilica di San Paolo fuori le mura risale al periodo in cui Costantino I era imperatore di Roma.

La scelta del luogo non è casuale, visto che si tratta del posto esatto in cui fu sepolto San Paolo, dopo il lungo martirio vissuto dall’apostolo.

Il primo edificio, invece, venne incrementato di volume sotto Valentiniano I nel 370 d.C. Già nel 386, comunque, Teodosio avviò l’edificazione di una basilica molto più grande, con una navata e quattro arcate, tanto che nel V secolo, essa era addirittura maggiore di San Pietro: una descrizione molto importante e vivida di quello che doveva essere in passato tale chiesa ce la dà il poeta cristiano Prudenzio, il quale ha sapientemente rievocato lo splendore del monumento in alcuni suoi scritti. Fino al 600 d.C., poi, era sufficiente una semplice confessione per accedere al sepolcro dell’apostolo Paolo.

Diversi eventi danneggiarono la Basilica di San Paolo

La basilica, comunque, subì dei seri danni nel corso delle invasioni da parte dei Saraceni nel IX secolo; a causa di questi eventi, papa Giovanni VIII fortificò il complesso strutturale e il monastero attraverso la formazione della cittadella di Giovannopoli, la quale rimase in vita fino al 1348, quando un terribile terremoto la rase al suolo completamente.

Un’altra data fondamentale per la basilica è senza dubbio quella del 15 luglio del 1823, quando un incendio comportò la distruzione quasi totale della chiesa, ancora in grado, fino a quel momento, di conservare il suo aspetto originario per oltre un millennio e mezzo.

La riapertura ufficiale si ebbe soltanto nel 1840 e quindici anni dopo ci fu anche la riconsacrazione, alla presenza di Pio IX e cinquanta cardinali. Nel 1895, infine, una esplosione avvenuta nella vicina Porta Portese causò la rottura delle vetrate.

Lo stile della basilica e la tomba di Paolo

Secondo la tradizione cristiana, il corpo di San Paolo fu sepolto a tre chilometri di distanza dal luogo del suo martirio, all’interno dell’area sepolcrale lungo l’attuale via Ostiense.

Da subito, questo posto divenne inevitabilmente un luogo di culto e venerazione. Nel corso del IV secolo, questi stessi resti rimasero all’interno di un sarcofago, fatta eccezione per la testa, conservata, sempre secondo la tradizione, in Laterano.

La tomba attuale si trova al di sotto della cripta di San Paolo, oltre un metro e mezzo al di sotto dell’altare principale.

Tomba di San Paolo

Vi si trova incisa una significativa ma lapidaria incisione in latino, “Paulo apostolo mart”, vale a dire “a Paolo, apostolo e martire” e con delle essenze secondo le usanze degli antichi, i quali erano soliti cospargere di profumi e quant’altro i resti di una persona morta.