Arco di Costantino

Arco di Costantino

Il “fratello minore” del Colosseo: l’Arco di Costantino.
L’Arco di Costantino può ritenersi fortunato: le devastazioni che coinvolsero la zona circostante durante il Ventennio fascista, per rendere ancora più fruibile il Colosseo, risparmiarono questo pregiato monumento, simbolo di antiche vittorie e ancora fiero di rappresentare uno dei ricordi più vivi di Roma antica.

Arco di Costantino

La costruzione dell’arco

L’Arco di Costantino venne eretto per celebrare nella maniera più degna la vittoria di Costantino (da qui il suo nome) su Massenzio nel 312 d.C.: si tratta della celebre Battaglia di Ponte Milvio, che oppose appunto l’imperatore al suo rivale, il quale annegò poi nel fiume Tevere. Le Stanze di Raffaello, nei Musei Vaticani, rappresentano in modo perfetto questa scena, la quale sancì di fatto la vittoria del Cristianesimo sul mondo pagano. Un evento così importante non poteva passare inosservato e l’arco andò a rappresentare uno degli ultimi grandi monumenti dell’Impero Romano.

Con i suoi ventuno metri di altezza e i ventisei di larghezza, esso può fregiarsi del titolo di arco più grande e meglio conservato dell’intera città. Gran parte dei suoi rilievi furono sostanzialmente prelevati da degli edifici che già esistevano in precedenza, mentre tutte quelle scene di battaglia che il visitatore può vedere ritratte nel fornice centrale mostrano in modo preciso e minuzioso l’imperatore Traiano che si avvia alla guerra contro il popolo dei Daci; le altre figure, invece, mettono in mostra, ancora una volta con dovizia di particolari, la caccia al cinghiale, usanza tipica dei Romani e il sacrificio di questo animale al dio Apollo.

L’architettura del monumento

L’Arco di Costantino, in pratica, è stato costruito in un’opera quadrata di marmo nei piloni, mentre la muratura e il cemento completano lo spazio più accessibile: il marmo in questione è di diverse qualità ed è costituito da immensi blocchi, successivamente utilizzati di nuovo per le sculture che contraddistinguono la sua decorazione.

Si notano soprattutto degli elementi di imitazione da un altro arco, quello di Settimio Severo, presente nel Foro, con tre fornici inquadrati dalle colonne e temi decorativi molti significativi ed eleganti come le Vittorie dei pennacchi.

Molto interessanti sono anche i capitelli corinzi e i fusti in marmo, mentre appartengono all’epoca di Domiziano i coronamenti del fornice posto al centro dell’arco. Gli influssi dell’epoca di Costantino, infine, sono quelli degli archivolti centrali, con delle linee semplici ma comunque non perfette.

I dubbi sulla datazione

Sul monumento sono state formulate davvero moltissime ipotesi, in particolare in relazione alla sua datazione. Quando è stato effettivamente eretto l’arco? Le fondazioni, secondo una di queste ipotesi, parlerebbero in maniera inequivocabile dell’epoca di Adriano, con dei successivi rifacimenti e ristrutturazioni quando Costantino diventò imperatore (le colonne furono spostate maggiormente verso l’esterno, mentre l’attico venne rivisitato in modo completo nei suoi fregi).

I Tondi adrianei, poi, gli otto rilievi circolari dell’epoca dell’imperatore Adriano, appartengono all’originaria decorazione di questo splendido monumento trionfale.