Galleria delle Carte Geografiche

MUSEI VATICANI

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La nascita e lo sviluppo della Galleria.
La Galleria delle Carte Geografiche è senza dubbio uno degli ambienti più luminosi e affascinanti dei Musei Vaticani: ma da cosa deriva un nome così particolare e suggestivo? La galleria prende il nome dalla serie di carte topografiche che papa Gregorio XIII (il quale ricoprì tale ruolo tra il 1572 e il 1585) fece dipingere, su suo espresso desiderio, sulle pareti della stanza. L’incarico venne affidato a un domenicano, il perugino Ignazio Danti, che riuscì nell’intento di realizzare il desiderio del pontefice. Si tratta di una Galleria piuttosto ampia e lunga, circa 120 metri di profondità: tutta la stanza corre lungo il braccio occidentale del Cortile del Belvedere e ne trae una luce molto intensa. Lo stesso Danti aveva pensato inizialmente di raffigurare le carte geografiche di tutta l’Italia, un progetto davvero ambizioso e descrive in modo minuzioso le sue volontà in alcune lettere a Ortelio: in pratica, il pittore spiegava come avesse diviso la penisola tra gli Appennini, ponendo da una parte una banda della Galleria, rappresentando in tale sezione l’Italia bagnata dal mar Ligure e dal mar Tirreno, mentre la restante sezione era destinata all’Adriatico e alle Alpi. A loro volta, queste parti erano divise a seconda delle nazioni e delle prefetture dei governi in altre quaranta parti; in tal modo la galleria sarebbe stata divisa in quaranta quadri di uguale grandezza. Un’opera gigantesca, un vero e proprio trionfo della cartografia e della geografia, talmente imponente che il Danti, astronomo, matematico, nonché professore di quest’ultima disciplina, ingegnere e cosmografo di primo piano, impiegò ben tre anni per completare la sua meraviglia.

Le meraviglie della Galleria.
Il visitatore verrà sicuramente rapito dalla ricchezza e bellezza della decorazione del soffitto a volta di questa galleria, impreziosito da stucchi e affreschi di ottima fattura e qualità, i cui colori riescono a vivacizzare l’intero complesso. Sono stati molti artisti della scuola manierista a realizzare tutto questo e tra i loro nomi possiamo ricordare quello di Cesare Nebbia, il quale operò principalmente sotto la guida del bresciano Girolamo Muziano. Le scene più dipinte sono ovviamente i paesaggi, le allegorie e i fatti della storia degli Apostoli e della Chiesa, ma non mancano nemmeno le scene delle vite dei Santi, spesso con un preciso riferimento alle regioni della Penisola che sono raffigurate sulle pareti. La decorazione delle pareti di edifici con rappresentazioni geografiche era una tipica pratica artistica nella seconda metà del XVI secolo. La Galleria delle Carte geografiche è proprio l’esempio più esteso di questo tipo di raffigurazione pittorica. Fu invece l’umanista tedesco Luca Holstenio, cinquant’anni dopo, a curare il restauro di molti degli affreschi, forte anche dei progressi compiuti nel campo della cartografia, che in quegli anni aveva sviluppato tecniche di misurazione più accurate. Le carte raffigurano l’intera penisola italiana con le isole maggiori e minori e raggiungono in questo modo un livello di dettaglio sorprendente, soprattutto quando ritraggono aree come lo stato pontificio, la Liguria o la Toscana. I dipinti si presentano all’osservatore come un lungo succedersi di mari e fiumi, valli e pianure, boschi e strade, accompagnati da targhe, piante e vedute di città oltre ad episodi storici, mitologici o aneddotici che corredano le località principali o i mari, unendo alla ricerca di rigore scientifico il gusto per il bello e il sorprendente. La volta, infine, raffigura episodi miracolosi o edificanti legati alle località sottostanti, mentre un’altra serie di dipinti a monocromo riporta episodi dell’Antico Testamento.

Indirizzo: Palazzo Apostolico Lateranense,
Piazza San Giovanni in Laterano (atrio della Basilica, ingresso laterale)
Orario: lunedì-sabato dalle 9.00 alle 16.00
Biglietto: € 15 (€ 8 ridotto). Il biglietto d'ingresso ai Musei Vaticani dà diritto alla visita dei Musei Vaticani e Cappella Sistina per il solo giorno di emissione.
Sito web: www.museivaticani.va
 

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